L'aforisma

"Il piacere della tavola è di tutte le età, di tutte le condizioni sociali, di tutti i paesi e di tutti i giorni; può associarsi a tutti gli altri piaceri, e resta ultimo a consolarci della loro perdita."
Anthelme Brillat-Savarin
Fisiologia del gusto, 1825

Carcere e mensa sociale

Perché la mensa è luogo di incontri, scambio e condivisione

Perché il detenuto ha la possibilità di misurarsi, accompagnato, con la fatica della risocializzazione,

Perché il lavoro è il campo reale, verificabile e insostituibile per un inserimento efficace

Perché i cittadini possono incontrarsi con coloro che hanno sottoposto alla misura della detenzione e con essi misurare l’efficacia o i limiti del sistema penale vigente

Perché il cittadino libero possa incontrare il cittadino detenuto e conoscere e riconoscere meglio la complessità della persona: ognuno non è solo il male che ha fatto, né solo il bene

Ecco perché SI a far gestire la mensa sociale ad un gruppo, composto anche da detenuti, perché possiamo condividere, in un luogo fisico di incontro, cibo, idee e magari sentimenti: laboratorio dove possa nascere azione di cambiamento per cittadini detenuti e cittadini liberi …

Queste sono le parole che il nostro caro don donato aveva immaginato al momento dell’inizio di questa avventura quattro anni fa.. ha lui il nostro ricordo affettuoso e riconoscente per tutti i suoi insegnamenti e per la sua testimonianza